Massimo Cappuccio Outdoor Experience


Approdo al mondo outdoor alla fine degli anni ottanta, il primo amore è la Mountain bike, passaggio quasi obbligatorio  per chi proviene dall’offroad.
Le discese mozzafiato e il free rider sono la mia specialità, a motivarmi principalmente è la scoperta di nuovi sentieri e il tracciare nuovi itinerari con la bicicletta.

Nel 1990 fondo il Mountain Bike Club Siracusa, uno dei primi club della Sicilia. Sono anni di grande fermento per l’attività in mountain bike, tra l’attività di ricerca e recensioni dei nuovi tracciati e l’organizzazione di gare e raduni.

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Nel 1991 è ancora la bicicletta ad aprire nuovi orizzonti, e segna l’inizio dei grandi viaggi.  Un mio vecchio sogno di motociclista, raggiungere Capo Nord, diventa l’obiettivo di un intera estate. Il primo giugno parto da Capo Passero, estrema punta meridionale della Sicilia, con gli amici Salvo ed Enzo, e dopo 77 giorni e 5450 chilometri percorsi in bicicletta  giungo a Capo Nord. Ho attraversato l’Europa in bicicletta e questo traguardo, fisico ma soprattutto mentale mi ha aperto prospettive del tutto nuove.
Gli anni seguenti compirò altri due viaggi in MTB, nel 1992 attraverso la Cappadocia in Turchia,  e l’anno dopo  tra le Oasi Tunisine.

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Nel 1993 scopro e mi affascino all’arte del camminare. A fine stagione monsonica, parto in solitaria per il Nepal dove affronto il mio primo trekking. L’Annapurna circuit, oltre duecento chilometri percorsi in venti giorni di cammino ed un valico a 5400 metri di quota. L’Himalaya, quale posto migliore per meravigliarsi e appassionarsi al mondo della montagna.
Al ritorno da questa esperienza, dopo un epico viaggio di ritorno via terra, attraverso l’India, il Pakistan, l’Iran e la Turchia con mezzi pubblici e di fortuna, si apre uno dei capitoli più importanti della mia vita, quello del mondo della montagna, fatto di trekking, arrampicate e spedizioni alpinistiche.
Nel 1994 il pensiero vola alle Ande, e così in un lungo viaggio in solitaria di tre mesi tra Argentina e Cile, ho salito diverse cime sopra i 5000 metri, e il Cerro Plata di 6000 metri. In Patagonia, percorro i trekking al campo base del Cerro Torre e del Fitz Roy, ed ancora nella Terra del Fuoco ho camminato tra i boschi delle terre più a sud del mondo. A Buenos Aires, apprenderò i primi rudimenti d’arrampicata sportiva e scoprirò ben presto il piacere del gesto atletico dell’arrampicata.
Ancora nel 1994, ho scalato il Monte Bianco con gli amici Enzo e Donato.

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Nel 1995 in compagnia dell’amico Gianfranco, ho percorso “Selvaggio Blu”, definito come il trekking più difficile d’Italia, sette giorni tra le rocce e sentieri invisibili in una delle zone più remote della Sardegna. Lo stesso anno in Islanda, sempre con Gianfranco ho attraverso il deserto lavico islandese in un straordinario trekking di quattro giorni.
Il 1996 segna un ritorno al Sud America, è la volta di Perù e Bolivia, quasi due mesi tra gli altopiani e la Cordigliera Andina. Ho percorso l’Inca Trail fino alla mitica Machu Pichu, quattro giorni di trekking tra la giungla e le alte montagne. In Bolivia dopo aver navigato sul lago Titicaca ho “visitato” le tanto decantate piantagioni di coca. E ancora sulla Cordigliera Blanca, ho affrontato il trekking dell’Alpamajo, quattro giorni di cammino tra i colossi Andini che sfiorano i seimila metri.
Nel 1997 ho ottenuto il titolo di istruttore d’arrampicata della Fasi, e ho fondato il Gruppo Roccia, primo centro d’arrampicata a Siracusa. In estate sulle Alpi ho scalato il Monte Rosa e diverse vie in Dolomiti.
Lo stesso anno parto per il Sud Africa, per affrontare il trekking delle Drakensberg, le montagne del Drago, quattro giorni nella savana tra bizzarre formazioni rocciose e gli animali selvaggi.
Dal 1997 al 2000 faccio parte del team Etna No Limits Center ideato da Angelo D’Arrigo, sarà una bella e formativa esperienza accanto ad un grande e indimenticato personaggio di fama mondiale.
L’anno successivo nel 1998, ritorno in Africa, Kenia e Tanzania per scalare la montagna più alta del continente.
Salirò in cima al Kilimanjaro con Gianfranco, compagno di altri viaggi, attraverso la Machame Route, 5 giorni di cammino dalla savana ai ghiacci dell’equatore a quasi seimila metri di quota.

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Nel 1999 è la volta delle Corsica per effettuare il GR20, uno splendido trekking di dieci giorni sulla spina dorsale di questa selvaggia isola.
Il 2000 è l’anno del ghiaccio e del grande freddo, parto con Alessandro per l’Alaska per la scalata del Denali, la montagna più alta del Nord America. Ventuno giorni tra i ghiacci, con temperature fino a meno quaranta. Raggiungeremo quota 5600 metri a poche ore di scalata dalla vetta, è mancata la cima ma è stata senza dubbio una grande esperienza.
L’anno successivo nel 2001, ripreso dai rigori alaskiani, riprendo con forza l’arrampicata su roccia, visitando le falesie prima in Sardegna poi sui Pirinei in Spagna.
Nel 2002 sulle Alpi, scalo vie in Val di Mello ed in Svizzera.
Nel 2003 ancora Africa, in Marocco. Scalo il Toubkal, oltre quattromila metri, e arrampico sulle calde rocce di Todra Gorge. Prima della fine dell’anno torno in Tunisia tra le dune del grande sud con il 4x4. Il deserto evocherà un fascino così ammaliante che mi farà ritornare molte altre volte.
Lo stesso anno divento Guida GAE, e con Giusy fondo Sud Estremo, punto di riferimento per le escursioni in Sicilia nelle Riserve Naturali, da quell’anno condividerò con Giusy tutte le mie esperienze di vita e di viaggio.

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L’anno successivo nel 2004, la meta è l’Est Asiatico, la Malesia. Scalo con Giusy il Kinabalu un gigante di quattromila metri che si erge dalla foresta pluviale, e percorreremo selvaggi trekking nella giungla del Borneo. A fine anno pubblico con Versante sud, la prima guida d’arrampicata sportiva della Sicilia, scritta a quattro mani insieme a Peppe Gallo.
2005, ancora Africa, stavolta in Mali. Navigazione sul Niger, méharée nella mitica Timbuctu, scalata dell’Hombori e trekking nella falesie di Bandiagara tra i Dogon. Un viaggio intenso e ricco di emozioni.
L’anno dopo nel 2006 avevo ancora voglia di deserto, e grazie all’aiuto di Aldo, esperto viaggiatore in 4x4, riesco ad avere i permessi per raggiungere Borj El Khadra all’estremo sud della Tunisia, solo sabbia, dune dorate e paesaggi sconfinati a riempirmi gli occhi.
2007, Messico, Guatemala e Belize. Scalo alcuni vulcani sopra i quattromila metri e faccio un tentativo al Pico de Orizaba di oltre seimila.
Nel 2008 sulle Alpi, scalo diverse vie in Dolomiti, e in Svizzera attraverso l’Althesch il ghiacciaio più lungo delle Alpi.

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Nel 2009, tanto per non dimenticare il colore del deserto torno in Tunisia, portiamo con noi anche la figlia Sara di cinque mesi.
Lo stesso anno fondo Rocce di Sicilia, insieme agli amici Peppe e Daniele. Organizzo il primo SanVito  climbing festival, e si apre un nuovo capitolo dell’esperienze outdoor.
Nel 2010, dopo quasi un ventennio ritorno in Scandinavia, dove percorro numerosi trekking e salgo il Galdhøpiggen, la montagna più alta della Norvegia.
Nel 2012, dopo venticinque anni dal primo viaggio all’estero, con un lungo volo che ci porta in Australia, completo un mio personale tour di viaggi nei cinque continenti. Un bellissimo viaggio dalle frastagliate coste del sud, al deserto rosso centrale, dove ho percorso dei trekking tra le bizzarre formazioni rocciose delle Olgas e dell’Ayers Rock.

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